Faccia a faccia con “Volto Manifesto”

commento di una studentessa sull'evento del 19 aprile 2024 organizzato dal gruppo Einvecisiamo in collaborazione con Comune di Capannori ed Associazione Ancora

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L’OpenMajo è una delle iniziative realizzate dalla collaborazione tra Einvececisiamo, Àncòra e alcuni docenti. Di doverosa menzione anche il Patto Educativo Territoriale. Varie componenti che, nell’ecosistema dell’OpenMajo, trovano ampia e feconda espressione. Nella
speranza, come detto dalla prof.ssa Laura Guidugli, “che il futuro non ci cada addosso”.

Volto Manifesto: questo il progetto-video di Lorella Zanardo – attivista, scrittrice e consulente  e Cesare Cantù – autore, docente e regista -, presentato all’ultimo incontro della rassegna Ti presento un’amica, una serie di eventi coordinati dal comune di Capannori, dalla Commissione per le Pari Opportunità e dalla casa editrice Carmignani. Il fil rouge dell’OpenMajo è stato, dunque, “pensare il proprio pensiero” – citando Carmignani.
Il volto è parte del corpo. E, della rappresentazione in TV dell’immagine del corpo, nella sua accezione femminile, Zanardo e Cantù hanno già realizzato un progetto: “Il corpo delle donne”.
Nato come documentario e poi articolato nell’omonimo libro di Zanardo, esso nasce da una generale assuefazione alle immagini della TV: in Italia si guarda il flusso di immagini televisive senza più farsi domande.

L’evento si è aperto con la proiezione di alcune immagini, al fine di rendersi conto dell’influenza delle immagini sulla realtà. Che – come detto da Zanardo – “colonizzano gli occhi” e ci rendono assuefatti. Esemplificative le foto del reale scelte per l’occasione: le ombrelline ad un congresso; Miss Italia; Miss Università. Zanardo, in questo ambito, ha citato la sociologa Chiara Volpato, la quale afferma come l’oggettificazione porti alla deumanizzazione. Cruciale e più volte sottolineato, il ruolo dell’attivismo, ovvero l’adoperarsi
per cercare di migliorare la società, e in cui Cantù e Zanardo si identificano.
Somiglianza forzata ed omogenea, questo il tema con cui si è aperta l’effettiva presentazione del progetto “Volto Manifesto”, tramite due collage di immagini di volti. Il primo in cui i volti erano propri di influencer; il secondo in cui essi appartenevano ad umani digitali. Il risultato era una somiglianza inquietante. Citando Zanardo, “volti compresi in un unico grande volto
omogeneo”. Sono seguiti ulteriori esempi, tra cui un articolo del
The Guardian che va a mettere a nudo anche lo sconvolgimento del volto maschile. E’ seguita, poi, la proiezione del filmato “Volto Manifesto”.
Il dismorfismo da selfie, ovvero il sentirsi inadeguati e il voler modificarsi per essere più prossimi alla propria immagine modificata con l’aggiunta di filtri, è stato un ulteriore punto affrontato. Al riguardo è stato citato il fotografo John Rankin, che ha condotto un esperimento:
ha consentito a degli adolescenti di ritoccarsi il volto. Il risultato? Non si piacevano, ma si sentivano accettati.

Documenti

Luoghi

Liceo Majorana

Via Guido Rossa, 1, 55100 Capannori LU

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